Sappiamo come comportarci quando si rimane coinvolti in un reato online?

di: Daniele Durso

In Italia, la prima normativa contro il crimine online è stata la legge 547 del 1993 che ha modificato le norme del codice penale. 
Ci sono diversi crimini nel mondo del web a partire dal cyberbullismo che negli ultimi anni ha suscitato molto clamore tra i più giovani. Vere e proprie “sfide online” create da persone che inducevano ragazzi e ragazze a compiere ogni giorno sfide fino all’obiettivo finale che a volte, purtroppo, ha portato a gesti davvero estremi. 
Ma sono ancora molti i reati che riguardano questo mondo “nascosto”: dal cyberstalking, al sextortion, al revenge porn, alla frode informatica. I dati sono purtroppo ancora molto alti e c’è molta strada da fare anche nella tutela delle vittime. 

La cosa migliore da fare in qualunque caso è quello di rivolgersi alla polizia postale e denunciare l’accaduto. Troppe vittime sono cadute in queste trappole e ne hanno pagato le conseguenze. Fino a qualche tempo si aveva la concezione di dire “quello che sta su internet è solo uno scherzo” ma negli anni diversi casi di cronaca ed una maggiore informazione hanno portato alla luce ciò che accadeva aldilà di uno schermo. Le pene si sono inasprite e la polizia postale continua ogni giorno la sua lotta contro il cyber crime. 

Nel 2015 è stata trasmessa la prima puntata di una serie tv americana chiamata “Mr Robot” dove il protagonista un giovane ingegnere informatico nel privato è in realtà uno stalker informatico che usa la sua abilità di hackerare per scoprire i segreti più nascosti delle persone agendo delle volte come un vero e proprio giustiziere informatico. 

Daniele durso

Daniele durso

CEO Founder Incomia Group

Ciao! Sono Daniele. Mi occupo di Comunicazione Aziendale da oltre 10 anni e sono il fondatore di Incomia Group, la madre di Kiwi Display. 

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